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Nuove strategie per la ricerca di un nuovo farmaco

L'approccio della chimica computazionale applicato all’ambito oncologico
Mercoledì 19 Gennaio 2022, ore 11:00-12:15

Rivolto a Scuola secondaria di II grado

Con Marco De Vivo, chimico computazionale, ricercatore AIRC e Valentina Murelli, giornalista scientifica


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Abstract
CI sono due vie principali per identificare e sviluppare nuovi farmaci. La prima, più tradizionale, è “andare per tentativi”, testando una batteria di molecole di origine naturale o di sintesi fino a trovare quella con l’effetto biologico desiderato. La seconda, più innovativa e sofisticata, prevede di fare un passaggio precedente al computer, per progettare il farmaco con la struttura chimica ottimale per interagire con il bersaglio biologico che si intende colpire. In questo modo si restringe il campo a un set di molecole più promettenti che saranno poi testate in laboratorio, con un impatto notevole in termini di riduzione dei costi e aumento della velocità di sviluppo di nuovi farmaci. 
Questo secondo approccio è permesso dalla chimica computazionale, branca della chimica basata sullo sviluppo di modelli matematici e informatici in grado di simulare sistemi chimici. 
È un ambito che richiede il contributo di enormi potenze di calcolo, rese disponibili dai cosiddetti supercomputer: un perfetto esempio di intreccio di discipline, tra chimica, informatica e biologia. 
Ne parliamo con il ricercatore AIRC Marco De Vivo, tra i massimi esperti in Italia di chimica computazionale. 

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Marco De Vivo si è laureato nel 2000 in chimica a Bologna, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca in chimica farmaceutica. Nel 2004 si è trasferito a Philadelphia, dove per tre anni ha studiato il funzionamento di alcune proteine in un prestigioso gruppo di ricerca della University of Pennsylvania. Da Philadelphia è passato a New Haven, nel Connecticut, per lavorare alla progettazione di nuovi antibiotici in un’azienda nata come spin-off della Yale University. È tornato in Italia nel 2009, per unirsi al nascente dipartimento di Drug Discovery and Development dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, in cui da alcuni anni guida un suo gruppo di ricerca. 

Valentina Murelli è biologa di formazione, con un dottorato di ricerca in biologia cellulare. Da più di 15 anni è giornalista e redattrice scientifica freelance. Collabora con diverse testate, case editrici, agenzie di comunicazione, tra cui AIRC (per la stesura di news sui traguardi dei ricercatori), Focus, Focus Extra, Focus Scuola, nostrofiglio.it, oggiscienza.it, ilfattoalimentare.it, Le Scienze. Dal 2004 al 2017 ha svolto numerose attività̀ per l'editore scolastico Pearson Italia (tra cui la rivista per la scuola Linx Magazine e Science Magazine e la conduzione di webinar per le scuole). Dal 2013 al 2016 ha moderato gli incontri pubblici di Orvieto Scienza.